 NUOVO SPETTACOLO!!!
DAL 26 FEBBRAIO 2010 dal 26 febbraio
ven. sab. e dom. ore 21,30tutti i venerdì sabato e domenica alle ore 21.30
Biglietto:
INTERO euro 15,00 + diritto prevendita
RIDOTTO (Cral; Diamond,Ideanet,Inprimafila) euro 13,00 + diritto prevendita
RODOTTO universitari,over 60 e residenti provincia di palermo euro 10,00 + diritto prevendita
Liberamente, come dire sguazzando nel mare magnum del suo repertorio, alla ricerca delle voci vere di una palermitanità spesso sofferta e dolente, che però non si sottrae a un riso liberatorio. Un riso che, quando meno uno se l’aspetta, apre la botola della riflessione.
Questa volta Paride Benassai, pur attingendo come sempre al ricco patrimonio antropologico della sua città, mettendo come al solito le mani nelle viscere dei mercati brulicanti, dei quartieri rumorosi e debordanti, pigerà di più sul pedale del comico.
Sarà, il suo, un recitar cantando (l’attore infatti avrà con sé una chitarra, le cui note accompagneranno la sua pronuncia ipnotica, le nenie, le litanie): in un incrocio di voci e destini, di umori, in una polifonia di storie e paradossi.
Verranno chiamati a raccolta, in una sorta di valle di Giosafat in sedicesimi, personaggi paradossali, realmente esistiti o tuttora in vita; tra il ventriloquo e il posseduto, Benassai sarà tramite e veicolo di storie, catalizzatore di gioie e dolori, di amori strazianti, come quello di Rosina, che cerca ancora oggi il suo amore, il quale l’ha abbandonata tanti anni fa, e lei ancora si ostina a chiedere in giro: l’avete visto?
In una sorta di ricapitolazione vertiginosa dei suoi spettacoli più riusciti, da Aspettando Palermo a Munnizza, l’attore palermitano sciorinerà i suoi cunti, inanellando volti e passioni, lasciando sospese le sue incantevoli favole tra sogno e realtà, nel recupero di una tradizione, quella popolare, che però rivive, si rianima, in una reinvenzione che fa della risata un mezzo per inoculare un tarlo, per aprire un varco alla nostalgia.
Alla fine, lo spettatore avrà l’impressione di aver assistito alla ricomposizione di un puzzle, il cui soggetto non è più noto: ogni tessera è una scaglia di verità, il frammento di una storia che non si finisce mai di raccontare.

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