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ERNESTO MARIA PONTE
Parole Parlate

Ernesto Ponte a otto anni già calcava le scene interpretando il figlio di Cumpari Turiddu nei dodici anni dopo di Grassi per la regia di Edoardo De Caro; a 15 anni con la compagnia stabile del Teatro Europa debuttava tra i professionisti con Tutto per quello per la regia di Elio Di Vincenzo; ha continuato negli anni le sue molteplici esperienze chiudendo nel 1991 la sua avventura palermitana con il locale gruppo Cabaret dei Treunquarto per trasferirsi a Roma e frequentare, superando una terribile selezione, il laboratorio teatrale di Gigi Proietti. Ernesto Ponte oggi è capace di tenere la scena per due ore filate senza che si accorga del tempo che passa: Parole parlate è il titolo di uno dei suoi spettacoli e parole parlate sono quelle che offre in tutti i modi che è possibile immaginare: parole serie, allegre, tristi, buffe si mischiano a formare un tutt'uno di teatro e di risate. Per gli uomini dotati di fantasia non c'è niente di più affascinante di un foglio di carta bianca intenso; per un pittore niente di più meraviglioso di una parete bianca o di una tela sgombra, e per un uomo di teatro, per un registra, niente di più eccitante di una scena vuota un'ora prima della creazione! Non c'è ancora nulla e tutto può attuarsi Ed Ernesto Ponte, regista di se stesso, autore dei testi dei propri spettacoli si offre dapprima presentando il vecchio cabaret dalle rime baciate, quindi da fine dicitore di poesie dapprima buffe e poi serie, da barzellettiere, da attore vero e da attore che prende in giro se stesso (grande nella parodia dell'attore shakesperiano) infine da chansonnier.